La casa di carta (la casa del papel)

maxresdefault.jpgTitolo: La casa di carta ( La casa del papel ).
Paese: Spagna.
Anno: 2017 — in corso.
Genere: Thriller, drammatico, crime
Formato: Serie tv
Stagione: #1 di 3
Episodi: 13 episodi ( 40 / 55 minuti )
Lingua Originale: Spagnola

 

 

Sinossi ( presa da wikipedia ):

 

Otto persone vengono reclutate per una rapina estremamente ambiziosa: irrompere nella Fábrica Nacional de Moneda y Timbre, la zecca nazionale spagnola, a Madrid e stampare 2,4 miliardi di euro (nella serie, tradotta dallo spagnolo, si parla di 2400 milioni). La selezione è stata svolta non solo in base alle competenze specifiche di ciascuno, ma tenendo conto soprattutto della loro condizione sociale: si tratta infatti di individui che per varie ragioni non hanno nulla da perdere. L’ideatore di questa impresa è una figura conosciuta come “Il Professore”.

A ciascun componente della banda viene dato il nome di una città: Tokyo, Mosca, Berlino, Nairobi, Rio, Denver, Helsinki e Oslo, più Il Professore. Le identità di ognuno devono rimanere segrete ed è proibito instaurare relazioni personali o sentimentali. I protagonisti si nascondono per cinque mesi in una tenuta nelle campagne di  Toledo per prepararsi adeguatamente facendo tutte le simulazioni necessarie. Durante lo svolgimento della storia sorgono divergenze tra gli otto rapinatori e il rischio di compromettere l’intera operazione aleggia costantemente. Con un ingegnoso espediente riescono a entrare nella zecca di stato e dal momento in cui gli occupanti vengono presi in ostaggio, il capo del gruppo (Berlino) ci tiene a instaurare una certa empatia con ognuno di loro specificando subito che non intendono fare del male a nessuno. La polizia prende le dovute contromisure e invia sul posto come negoziatrice l’ispettrice Raquel Murillo, una donna con problemi di natura sia personale sia professionale.

 

Recensione:

 

Buongiorno! Oggi cambiamo argomento! La sottoscritta ha iniziato ( e terminato, ma questi sono dettagli ) una serie tv che in molti amano e così ho deciso di recensirla. Si tratta della famosa Casa di carta ( La casa del papel, in originale ) disponibile sulla piattaforma Netflix da un paio di mesi. Che dire!? Innanzitutto non ringrazio le amiche che mi hanno spinta a vederla ( per niente, penso di odiarvi! ) e in secondo luogo vi dico che ho terminato la prima stagione in meno di ventiquattro ore ( immaginate come io fossi conciata dopo aver visto tredici episodi di circa 50 minuti l’uno praticamente uno dietro l’altro. Ho dormito pochissimo e persino all’ora di cena non ho fatto altro se non parlare del telefilm con la mia famiglia ( direi che li ho praticamente esasperati ). Prima di iniziare la recensione vi avviso che si tratta di una recensione spoiler free quindi non troverete spoiler riguardo ciò che accade all’interno della serie e se non avete visto ancora tutto, potete stare tranquilli! Non vi svelerò nulla!

 

Ora possiamo iniziare. La voce narrante è quella di Tokyo, uno degli otto rapinatori. Otto persone, infatti vengono assoldate dal Professore per compiere il più grande colpo della storia. Dove? Alla Zecca spagnola, ovviamente. Con sessanta ostaggi e la polizia a sigillare il perimetro della zecca, questa impresa pare a chiunque impossibile. Tuttavia i sette rapinatori, guidati dal Professore, riusciranno a mettere in funzione il piano. Sì, ma chi sono i sette rapinatori? Tokyo, Nairobi, Rio, Denver, Moscow, Berlin, Oslo ed Helsinki. Sette individui chiamati come sette città. Perché, vi chiederete voi. Perché chiamarsi con nomi di città senza svelare la propria identità? Tranquilli, scoprirete il motivo nel primo episodio, ma non sarò io a svelarvelo perché dovete guardare questa serie tv se volete scoprirlo.

 

Articoli online definiscono La casa di carta come la serie tv più vista di Netflix e io non posso che chiedervi di guardarla in lingua originale perché, come mi hanno fatto notare, la risata di Denver va ascoltata solo in lingua originale. Personalmente, prima di entrare in questo circolo vizioso mi sono domandata perché in tanti amassero questa serie tv. Cosa avesse spinto tutti a guardarla e ad apprezzarla. Non possiamo incontrare una sola risposta, temo. La casa di carta è innanzitutto un telefilm che crea dipendenza. I primi tre episodi sono quelli forse più lenti e ‘ noiosi ’ se così si può dire, ma sono così ben costruiti che passano in fretta e subito dopo ti trovi nel mezzo di tutto. Sì, perché una volta messo in atto il piano non si può tornare indietro, non più.

 

La citta della carta è una serie tv che vi permette di esplorare diverse dinamiche e diversi tipi di relazione perché nonostante sia un crime, nonostante la rapina sia il fulcro di tutto, non è possibile sfuggire alle relazioni personali e nel corso della prima stagione vedremo svilupparsi diverse situazioni che ci terranno anche con il fiato sospeso. È difficile non legare con almeno uno dei personaggi all’interno della serie. Certo, si tratta di rapinatori, ma vi posso garantire che non potrete far altro se non adorarli. Ammetto che in molti amano il personaggio con la quale io ho un rapporto altalenante. Di chi parlo? Berlin, ovviamente. Lui è quel tipo di personaggio che si può amare e subito dopo odiare, ma credo sia anche quello più complicato tra tutti. Amo alla follia Denver e Rio, due personaggi maschili molto umani e mi sento vicina a Moscow ( che in realtà è il padre di Denver! ). Non ho ben inquadrato Helsinki e Oslo che, a mio avviso, rimangono piuttosto marginali, ma devo ancora guardare la seconda stagione, quindi c’è tempo. Inoltre è stata confermata una terza stagione e personalmente sono emozionatissima! I personaggi di Tokyo e Nairobi, le uniche due rapinatrici, sono tuttavia ciò che ho preferito in questa prima stagione. Le ho amate così tanto! Sono due donne forti e appassionate, credo sia difficile odiarle. Un’altra donna che mi è entrata nel cuore è stata l’ispettrice Raquel. Anch’ella nonostante tutto, molto forte.

 

Ci sono poi i personaggi che proprio non mi sono piaciuti ( e faccio i complimenti agli attori perché a mio avviso hanno davvero recitato bene ): Arturo, Monica e Alison. Questi tre personaggi per svariati motivi non riesco a farmeli piacere. Gli attori sono stati fenomenali a mio avviso, ma non sono personaggi che mi hanno comunicato qualcosa, soprattutto Arturo e Alison. Una menzione d’onore va di certo al Professore. L’attore che interpreta questo personaggio ha fatto un lavoro incredibile e ve ne renderete conto guardando gli episodi. Posso dire di aver davvero apprezzato il suo modo di recitare.

 

Personalmente credo sia una serie tv meritevole di essere guardata. È di certo diversa rispetto a molte altre ( anche dello stesso genere ). Ora non mi resta che guardare la seconda stagione! Ci vediamo settimana prossima con un’altra recensione spoiler free.

 

Adios,

Ylenia.

 

 

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