Alle mie amiche di pancia

Alle mie amiche di pancia.

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Io non ho mai capito perché fra mamme non sempre c’è solidarietà.

Fare il genitore non è una gara.

Non c’è un manuale che dice che ciò che facciamo è giusto o sbagliato.

Cosa ci da il diritto di giudicare un altro genitore?

Niente.

Ok, lo ammetto, all’inizio forse lo facevo anche io, forse un po’ anche adesso.

Mi capita di pensarlo, si certo che mi capita sono un essere umano imperfetto.

Ma poi, col passare del tempo ho capito che se un’altra mamma, un altro genitore giudicava il mio modo di essere e di agire nei confronti dei miei figli mi dava fastidio.

E sono arrivata alla conclusione che, ogni genitore, se pensa di fare il meglio per il proprio figlio fa il bene.

Chi sono io o chi sei tu per poter giudicare?

Nessuno.

Forse è l’aria natalizia che mi rende cosi buona, perché effettivamente mica lo sono cosi tanto.

In questi anni mi sono confrontata tantissimo con altre mamme.

Ho un gruppo in WhatsApp di mamme, di donne, tutte completamente diverse fra loro.

Sono le mie amiche del corso pre parto.

Ed è a loro che dedico questo mio articolo.

Sono delle donne stupende, che mi hanno fatto compagnia quando la paura di perdere Emanuele per via di un rischio di parto pre termine mi distruggeva.

Ci sono sempre state. Mi hanno dato forza, forse nemmeno sanno quanta.

Sono loro che mi scrivevano al mattino e alla sera, che condividevano con me la loro pancia,le loro paure le prime contrazioni. E poi l’arrivo dei bambini,le prime notti insonni, le prime paure.

Le paure. Tutte le abbiamo avute. Tutte diverse. C’è chi allattava al seno, chi no, chi ha iniziato lo svezzamento presto, chi tardi, chi ha dormito col bambino nel lettone chi l’ha messo in cameretta da subito.

Abbiamo condiviso e condividiamo ancora oggi la quotidianità. Abbiamo condiviso tutti i compleanni e ora anche il secondo giro della gravidanze.

E sono state loro, senza volerlo, a insegnarmi che essere mamma è diversità.

Perché in quel gruppo, fatto di donne con la D maiuscola siamo tutte diverse. I nostri figli sono diversi ma tutti hanno un fattor comune. Il nostro amore per loro. E ognuna di noi fa il meglio per il proprio bimbo confrontandosi e mettendosi in discussione.

Sono entrate nella mia vita da estranee e quasi di prepotenza in un periodo in cui mi stavo isolando dal mondo per la paura, e ora non riuscirei ad immaginare come sarebbe allontanarci.

Emanuele e Arianna sono fortunati perché hanno delle zie speciali, e lo sono anche io.

In un mondo dove tutti abbassano la testa per guardare il cellulare e non il tramonto io devo dire grazie a quella tecnologia, che ha trasformato un gruppo digitale in un gruppo vero.

Grazie amiche di pancia e adesso, compagne di pezzi di vita.

Valentina

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